Kony 2012: invisible children


Invisible Children è un progetto che ignoravo fino 24 ore fa. Kony era il nome di “cani” nel doppiaggio di the Snatch.
Ma per una volta scriviamo qualcosa di serio.
“Non c’è niente più potente di un’idea” “Oggi su Facebook ci sono più persone che sulla terra duecento anni fa”: iniziano così i ventinove minuti di documentario che ci propone Jason Russels.
“Condividiamo ciò che amiamo” “E questa connessione è la prova che il mondo sta cambiando”.
Ne è la prova il video che vi linkerò a fine articolo, che ha ricevuto ventisei milioni di visite in tre giorni.

“Voglio fare crescere il mio bambino in un mondo migliore di quello in cui sono cresciuto.” continua Jason Russel.

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Social, ma neanche tanto (per un like in più)


Buongiorno!

come da titolo, social, ma non troppo.
Partiamo da questa considerazione:

Stare su Facebook è come abitare in un enorme condominio sovietico, in cui tutte le celle sono uguali. (Jennifer Egan)

E’ in atto un cambiamento nella vita di tutti i giorni, è iniziato da almeno un anno; chiamerei questo cambiamento social terapia.
Tutto quello che ci accade lo condividiamo sul web, in particolare Facebook e Twitter. Per suscitare invidia o compassione, dipende dai casi.
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Puntata 0


Ho deciso di tenere un appuntamento mensile, giusto per dare una cadenza e una continuità alle pubblicazioni.
L’idea è interessante, ma non originale. Nick Hornby la tiene dal 2003, io dal 2 marzo 2012, ha nove anni di vantaggio e qualche lettore in più.

La rubrica è  in primo luogo un modo per esercitare le competenze che l’Università cerca di darmi, allenarmi a scrivere e recensire. Non mi paga nessuno (ma se volete) e le mie competenze sono diverse da quelle di intellettuali navigati, prendete le mie opinioni per quelle che sono. Leggi l’articolo completo

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Milan-Juve, quindi?


Buongiorno!

quello di oggi vuole essere una specie di editoriale, quel “buongiorno” che vi danno i giornali.

Milan-Juve, quindi?
E’ da sabato che siamo circondati da questa partita, dal gol no gol di Muntari, da opinionisti di più o meno stimata fama che dicono la loro. Per non parlare di tal Pellegatti che in diretta è completamente impazzito e si è lasciato andare ad uno show di insulti. (cercate il video su youtube, se questo è il giornalista medio potrei accarezzare l’idea di diventarlo)

Ma sapete cosa vi dico? Milan-Juve, chi se ne frega!

Questi italianismi mi hanno stufato, per quanto mi piaccia il giuoco del pallone queste cose non le posso più sentire.

Siamo un popolo che può non avere un euro, può non lavorare da un secolo, ma che quando gioca la propria squadra del cuore perde la concezione della realtà e coglie l’occasione per esaltarsi o sfogare la rabbia repressa da un matrimonio senza sesso, da un lavoro frustrante e da una vita non soddisfacente.
I tifosi ormai non sono più tifosi, sono gli avvocati dei propri beniamini. E il cliente ha sempre ragione.

Per gli strascichi che la partita ha avuto sembra addiritura che il calcio non sia più uno sport, ma che ci girino attorno interessi enormi e comuni a tutti.Non dico che questi malati debbano pensare ai bambini che muoiono di fame, alle guerre nel mondo o simili, ma che la partita inizia due ore prima del fischio dell’arbitro e finisce due ore dopo quello si.

alena_seredova

Sabato sera ha combattuto Roberto Cocco a Stoccarda, Roberto ha perso, ma Roberto prende un decimo (nemmeno) del meno pagato giocatore di serie A. Fa l’ingegnere e si allena tutti i giorni a suon di pugni e calci, fa quelli che io chiamo sacrifici. Molti di volti non conosceranno nemmeno Roberto.

I calciatori hanno stili di allenamento e tenori di vita diversi (…).
Ho visto lo scontro Mexes-Borriello, sembrava il nuovo spot Dolce & Gabbana.

E’ martedì mattina e splende il sole sulla città di Romeo&Giulietta, sembra quasi primavera, alla radio stanno ancora parlando di quella stra fottuta partita, stop it!

Nonostante lo scarso spessore contenutistico di questo articolo volevo sfogarmi con tutti i drogati di calcio e assicurarli che nel mondo c’è molto di più.

PS: ah per me Seredova=Buffon, per chi non avesse colto!

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Ri-voluzione


Ho provato a scrivere un articolo riguardo un argomento su cui non sono particolarmente competente, o se preferite non mi interessa molto.
Volevo dare un taglio più autorevole a questo blog, portare notizie che possono interessare tutti, ma ahimè, vi cuccate quello che mi passa per la testa.
Mi dispiace aver scritto un solo articolo in un mese e ricevere molte visite, mi rendo conto non ci sia più niente da leggere, quindi aggiorno.

C’è chi nella vita fa la rivoluzione, e chi invece segue la massa anche quando deve scegliere il panino da ordinare al bar. È solo una questione di carattere, oppure ribelli come James Dean si nasce?
Questa domanda apre una pagina del Corriere della Sera su una ricerca scientifica americana, ma non essendo un neurologo vorrei portare le mie considerazioni a livello umano.
Leggo un articolo del giornale della mia città “Il corteo del Blocco Studentesco finisce a manganellate” e collego le due notizie.
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